Serata del 21 Maggio 2009: Nulla si crea, nulla si distrugge - Alternative possibili per un futuro ecosostenibile
Si è svolto ieri all'Environment Park di Via Livorno il secondo incontro per il 2009 nel contesto dei Giovedì del C-Lab.
Il primo incontro del 2009 aveva presentato come tematica "La città immaginata - Percorsi fra identità e culture metropolitane" e si era svolta al Mirafiori Motor Village. Sicuramente per gli addetti ai lavori poteva aver dato degli spunti interessanti, forse troppo fanta-architettonici o filosofo-architettonici.
La serata di ieri, invece, ha sicuramente toccato una tematica molto più legata alla quotidianità di tutti. Infatti si è parlato di rifiuti. Sul palco erano presenti oltre alle ormai collaudate incursioni teatrali a cura dell'Associazione Teatro Popolare Europeo,
- Marco Camoletto, Presidente Amiat
- Daniele Fortini, Presidente FederAmbiente
- Moris Fantoni, Ricercatore del Politecnico di Torino nell'ambito del Progetto Lagrange
- Luca Mercalli, Presidente Società Metereologica Italiana, Rai3 Che Tempo che fa .
Inoltre è uscito anche il nuovo numero de "Il Contesto", giornale che accompagna e approfondisce sempre con putuali ed interessanti articoli le tematiche proposte di volta in volta agli incontri.
Le incursioni sempre divertenti, mai banali, hanno introdotto la tematica e gli ospiti ed hanno concluso il dibattito che si è concentrato da un lato sul confronto della realtà italiana con quella di altri paesi europei (Inghilterra, Francia, Germania e Svizzera), dall'altro sul confronto tra le varie competenze, scientifiche, politiche e amministrative.
Sono stati interventi che hanno fornito un quadro esaustivo della situazione rifiuti nel nostro paese: una nazione capace di essere tra i primi posti nel reciclo della plastica, dell'alluminio e del vetro ma anche tra i primi posti per quanto riguarda il numero di impianti non a norma e spesso abusivi.
Un aspetto che non è stato approfondito molto è stato però quello riguardante la direzione da prendere da oggi al futuro. Si è parlato di aumentare il numero di termovalorizzatori (o inceneritori che dir si voglia) ma si sa quale reazione tale politica susciti nel cittadino medio, ma si è poco approfondito da un lato come il comune cittadino possa attivamente concorrere a ridurre la produzione quotidiana di rifiuti (oltre alla raccolta differenziata che dovrebbe ormai essere diffusa non solo come buona pratica per tenersi la coscienza a posto, ma come reale presa di coscienza per migliorare la nostra e la futura vita) ma soprattutto come le industrie possano e debbano concorrere loro stesse in primis ad abbattere la produzione di scarti e come possano trovare soluzioni per impiegare all'interno del loro ciclo di produzione parte dei rifiuti e scarti prodotti.
Probabilmente le idee su questo aspetto sono ancora poche e nebulose ma di sicuro la direzione da prendere non è quella di trovare il modo di smaltire i rifiuti che vengono prodotti in quantità sempre crescente in maniera inesorabile, ma quella di diminuire la produzione di scarti e sostanze potenzialmente (e anche praticamente) inquinanti in modo da far arrivare in discarica ed all'eventuale termovalorizzatore sempre meno "materia prima".
Per produrre calore ed energia esistono diverse soluzioni alternative alle trandizionali fonti e soprattutto ai termovalorizzatori, soluzioni più "envirnomentally friendly", pulite e più facilmente realizzabili. Ma questo potrebbe essere un tema per qualche futuro incontro.
La serata si è conclusa come al solito con un gradito aperitivo che considerando la calca di persone che ha circondate il buffet ha soddisfatto i palati dei prsenti.
Masterista 2007 presso il Parco di Yellowstone[i]







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